La Giunta del fare, (male) continua in maniera baldanzosa a snocciolare cifre e dati sul gran numero di opere realizzate nel corso dell’ultimo quinquennio.
Nella ubriacatura di dati forniti ad una cittadinanza sempre più attonita di fronte ai potenti sistemi di comunicazione messi in campo da Palozzi & c. in questa campagna elettorale, per niente moderata anche dal punto di vista economico, spiccano quelli riferiti alla “Riqualificazione di 17 plessi scolastici”.
Non si era mai visto, prima dell’avvento di Palozzi, che a un Sindaco, fascia tricolore a tracolla, venisse in mente di tagliare nastri anche in occasione della ritinteggiatura di un plesso scolastico, come se stesse inaugurando una nuova opera pubblica.
Intendiamoci, è apprezzabile che i plessi scolastici siano stati fatti oggetto di manutenzioni, anche straordinarie; non lo sono, come al solito, le modalità attraverso le quali si è giunti a tali lavori, spesso di facciata (nel vero senso della parola).
Su questo sito, digitando semplicemente la parola “scuola”, è possibile trovare un’ampia galleria di interventi su come la “Giunta del fare” ha operato anche in questo settore, attraverso lo spezzettamento dei lavori in una miriade di cottimi fiduciari, l’affidamento diretto di incarichi di progettazione, l’affastellarsi di interventi su interventi senza un’unica direzione lavori e l’esecuzione di opere sulle quali si è dovuto intervenire di nuovo per il modo, o la fretta, con le quali sono state realizzate.
Quella che la coalizione dei moderati chiama “riqualificazione”, a Roma e provincia la chiamano “romanella”, ovvero una rinfrescatina di vernice capace di dare una appariscente veste di nuovo a qualcosa che rimane pur sempre vecchia e per di più inadeguata. Ne sanno qualcosa il corpo docente e gli alunni delle scuole, cui sono state tolte le aule tecniche e speciali per fare posto ad altre classi necessarie per rispondere al numero sempre più crescente di domande di iscrizione, oppure il personale ausiliario chiamato ad asciugare corridoi ed ambienti appena verniciati, minacciati dalle infiltrazioni d’acqua provenienti da tetti colabrodo mal riparati, o a risistemare gli ambienti dopo le invasioni notturne di qualche balordo, causate da impianti d’allarme non funzionanti.
Ma cosa importa tutto ciò, oramai viviamo nell’era dell’apparenza e degli effetti speciali; l’essenziale è che all’esterno tutto appaia bello e funzionante. Peccato, però, che la tinta appena messa già mostri evidenti segni di cedimento, come nel caso del plesso scolastico “Sandro Pertini”. D’altra parte una “romanella è pur sempre e solo una romanella”.
Marino, 30 aprile 2011 Sandro Caracci













