Bocciata, senza alcuna argomentazione, la proposta per istituire
la Commissione consiliare sulla trasparenza.
Tra i sostantivi presi a prestito da Palozzi in questa campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Marino spiccano lemmi che richiamano alla coerenza, alla concretezza e alla continuità, mentre manca proprio quello che, forse più degli altri, dovrebbe appartenere alla cultura di qualsiasi buon amministratore: trasparenza.
Essere trasparenti all’interno della Pubblica amministrazione significa consentire il massimo controllo democratico dell’esercizio dei poteri. Non si capisce, allora, perché tanta paura di fronte alla richiesta di istituire una Commissione consiliare permanente sul “controllo, la garanzia e la trasparenza”, così come proposto attraverso una mia mozione presentata il 30 novembre 2010 al Consiglio comunale di Marino.
La proposta, dopo aver riportato i pareri tecnici favorevoli della dirigenza comunale, è approdata nell’aula consiliare il 28 febbraio scorso in un clima quasi surreale dal momento che, dopo averne motivato l’istituzione, nessun consigliere della maggioranza di centro destra ha ritenuto di dover, o forse più realisticamente poter, esplicitare non solo il proprio pensiero, ma neanche la contrarietà.
Preceduto da un improvviso e generalizzato mutismo, la maggioranza Palozziana è riuscita soltanto a pronunciare un biascicato quanto imbarazzato voto contrario confermando, laddove ve ne fosse bisogno, come la più importante assise comunale si sia trasformata in una sorda aula in cui si ubbidisce supinamente agli ordini di scuderia impartiti dall’alto.
Ritengo un errore non aver colto l’opportunità offerta da questa mozione. Una piccola dose di lungimiranza politica avrebbe consigliato alla maggioranza di centro destra un atteggiamento ben diverso, più maturo; bastava seguire, una volta tanto, l’esempio di Alemanno in Campidoglio che, pur avendo ereditato dall’Amministrazione Veltroni una analoga Commissione, non solo l’ha mantenuta, ma ne ha affidato correttamente la presidenza ad un Consigliere dell’opposizione, come sancito dall’art. 44 del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli enti locali, in tema di garanzia delle minoranze e controllo consiliare.
Questo incredibile rifiuto costituisce uno stimolo in più per esercitare, sino all’ultimo giorno della consiliatura, il diritto-dovere di controllo dell’attività messa in campo dall’Amministrazione Palozzi affinché Palazzo Colonna sia una casa di vetro trasparente, non opaco o peggio ancora smerigliato.
Marino, 5 marzo 2011 Sandro Caracci












