Questa è la lettera che ho spedito per Raccomandata A/R al Ministro Brunetta per chiedere un suo intervento circa i Concorsi per i Dirigenti (poco) pubblici fatti al Comune di Marino.
Neanche lui mi ha risposto!
La lettera segue altre tre lettere inviate al Dipartimento della Funzione Pubblica, tutte Raccomandate A/R che non hanno mai avuto risposta. Come dire, disco rosso per il Ministro Brunetta che si batte tanto per l’efficienza della Pubblica Amministrazione, meno che per quella del suo Ministero e Ufficio.
All’On. Renato BRUNETTA
Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
Corso Vittorio Emanuele II, 116
00186 R O M A
On.le Ministro,
sin dall’insediamento al Dipartimento della Funzione Pubblica la Sua azione si è caratterizzata per una forte discontinuità con tutti i suoi predecessori, volta a misurare l’efficienza in ogni ambito del complesso e variegato mondo del pubblico impiego. Proprio per questo La prego di concentrare l’attenzione anche sull’operato dell’Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni posto alle Sue dirette dipendenze.
E’ qui che da mesi giacciono, inspiegabilmente inevase, le richieste di chiarimenti su quanto posto in essere dal Comune di Marino, (Prov. di Roma) in occasione dell’espletamento di una serie di concorsi a tempo indeterminato per dirigenti, funzionari ed altre importanti qualifiche.
Il Gruppo consiliare del Partito democratico a Palazzo Colonna è stato costretto a rivolgersi all’U.P.P.A., nelle sue diverse articolazioni funzionali, (Servizio mobilità – Servizio reclutamento – Ispettorato per la FP) contestando l’operato dell’Amministrazione comunale di Marino in merito alle procedure di mobilità intersettoriale che ogni ente deve attivare e concludere prima di approvare legittimamente i bandi di concorso pubblici.
Il più rilevante tra i motivi di contestazione si fonda sui mezzi assolutamente inadeguati di pubblicizzazione delle selezioni. In tali occasioni nessun bando di concorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie IV – almeno in forma sintetica, come prevede l’art. 4 – commi 1 e 1 bis -del DPR 487/1994.
Ciò ha prodotto un numero di candidati estremamente ridotto ed assolutamente anomalo per il livello di disoccupazione che sta attraversando il Paese. Al contempo ha provocato il disappunto e l’amarezza di decine e decine di disoccupati cui è stato – di fatto – negato a priori il diritto alla partecipazione ai Concorsi in aperto contrasto sia con l’art. 51 della Costituzione che dispone: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”, che con le norme contenute nella Circolare 3/05 emanata dal Suo Dipartimento: “In base al principio costituzionale il concorso pubblico è lo strumento idoneo a garantire i requisiti di efficienza e di imparzialità nella scelta del migliore capitale umano attraverso il metodo comparativo”
L’Amministrazione comunale asserisce di aver formalmente rispettato ogni obbligo di legge e regolamentare sulla scorta di pareri formulati da chi ha, dapprima curato le procedure concorsuali, e poi vinto proprio uno di questi da dirigente, beneficiando direttamente di procedure così “esageratamente snelle”.
Chi le scrive, confortato dal pronunciamento n° 53 del 17/1/2008 della Sezione III del TAR Lombardia, formulato su un’identica tematica, resta convinto della inderogabilità da parte degli enti locali di provvedere alla pubblicazione dei bandi di concorso sulla G.U., al di là di quanto previsto dalla legge Bassanini in ordine alla autonomia degli enti locali in materia regolamentare.
Per questi motivi La prego di verificare su quali scrivanie dell’U.P.P.A. si siano arenate le mie tre raccomandate a/r redatte – peraltro – invocando tempi e modalità di evasione previsti dalla legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa.
On.le Ministro, Le assicuro che quanto sin qui esposto non è riconducibile a sterili polemiche di parte, ma assume una valenza di carattere generale estremamente importante per il corretto ed imparziale comportamento della Pubblica Amministrazione.
Qualora il Suo Ministero ritenga fondata la tesi sulla inderogabilità dell’obbligo di pubblicazione dei citati bandi di concorso sulla G.U., le chiedo di intervenire per i provvedimenti di autotutela che il caso richiede, altrimenti sarà chiaro a tutti i Sindaci d’Italia che potranno ricorrere a questo escamotage per espletare concorsi che di pubblico hanno solo l’apparenza.
Certo dell’attenzione che vorrà riservare alla presente ed in attesa di una Sua cortese risposta, Le invio i migliori saluti.
All.te: Copia delle lettere raccomandate a/r
* 16/07/2008;
* 25/10/2008;
* 19/12/2008.
Sandro Caracci
Capogruppo del Partito Democratico al Comune di Marino










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