RIPRENDIAMO IL DIALOGO
Dopo una pausa di riflessione, nei giorni scorsi ho rinnovato il dominio di questo sito. L’ho fatto per continuare a tenere una sorta di diario aperto nel quale chiunque può sbirciare non solo per leggere, ma anche per condividere riflessioni, proposte e idee relative alla società, in senso lato, ed in modo particolare al microcosmo in cui viviamo.
I motivi per i quali ho indugiato sin’ora erano legati al rischio di farlo scadere, dopo l’uscita dalla politica attiva, al ruolo di antiquato “cahiers de doléances” nel quale annotare rivendicazioni o patetici ricordi del passato.
Chi mi conosce sa che non è questo lo spirito che mi anima. Personalmente non ho mai apprezzato coloro che nei crocchi di piazza si improvvisano censori o polemizzano sui più disparati temi senza muovere un dito per tentare di cambiare in meglio questa nostra società. D’altro canto mi sono domandato in questi mesi: perché rinunciare a condividere con gli altri le proprie idee? C’è forse bisogno del palcoscenico della politica per esercitare il sacrosanto diritto-dovere di intervenire sui temi che riguardano la vita pubblica del nostro Paese?
Questo spazio, quindi, continuerà ad essere ponte di dialogo tra coloro che credono sia possibile una Marino migliore, fuori dagli schemi preordinati e spesso finti di una politica sempre più autoreferenziale che non parla più il linguaggio della gente comune, pronto ad accogliere proposte ed interventi capaci di dare nuova linfa e speranza ad un progetto di rinnovamento della nostra società, fondato sulla reale partecipazione della cittadinanza ai processi di democrazia diretta.
La crisi che stiamo attraversando non è solo economica e finanziaria, è soprattutto una crisi di valori, direi etica. Il mondo non può continuare a reggersi sulla speculazione dei mercati, sulla rapina del territorio e sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Di fronte a questo neocolonialismo per tentare di invertire la rotta c’è bisogno dell’impegno di tutti; di un impegno che parta dal basso, da ogni istanza locale, senza demonizzare la globalizzazione, anzi facendo leva su di essa per comprendere la complessità della fase che stiamo vivendo in questo primo scorcio del terzo millennio.
Ecco quindi come l’impegno personale, il ritiro di deleghe mal riposte, il tornare ad occuparci di chi è meno fortunato di noi, può contribuire a rendere la nostra società qui, come in ogni altra parte della terra, più autenticamente libera.
Sandro Caracci











Caro Sandro sono molto felice di questa tua decisione, e del resto la tua competenza ed onestà sono ben accetti in ogni tipo di dibattito e stanno bene in ogni luogo.
Un caro saluto.
Sono contento di vedere questo sito aggiornato, è giusto quello che dici, la semplice dialettica è mille volte più costruttiva, invece di restare nell’indifferenza, Penso che una Marino migliore sia possibile e penso che questo salto di qualità possa scaturire solo dalla gente, dalle loro proposte, dalle loro idee