1. GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA 2010
  2. Una riflessione per pensare globalmente ed agire localmente.

Si celebra oggi la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU per riaffermare il valore dell’acqua ed incentivarne la gestione sostenibile. Il World Water Day di quest’anno è dedicato all’ “Acqua pulita per un mondo in salute”, perché uno dei problemi dell’acceso a questo bene fondamentale per la vita umana è la dispersione delle acque reflue, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dal momento che circa l’80% viene scaricato senza essere trattato per consentirne la riutilizzazione nell’irrigazione dei campi o per la produzione di energia. Ma questo non è solo un problema del terzo Mondo.

Nei Paesi industrializzati le acque sono sempre meno pulite e di qualità, ecco perché vi è necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della risorsa “acqua” al fine di garantire una gestione più attenta delle risorse idriche, indispensabili  per la tutela della salute e dell’ ambiente.

Questo tema si intreccia con quello sollevato dal Forum italiano dei movimenti  per l’acqua che ha dato vita, sabato 20 marzo 2010,  alla manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua, cui ho partecipato.

L’iniziativa si è tenuta a Roma  in una fase cruciale della vita politica del nostro Paese nella quale il Parlamento,  oltre ad aver consegnato il sistema idrico in mano ai privati, con la recente conversione del Decreto legge  25/1/2010  n° 2, “Interventi urgenti in materia di enti locali e regioni”, prevede, entro un anno, l’abolizione  degli ATO ( Ambiti Territoriali Ottimali), gli organi con i quali i Comuni controllano la gestione dell’acqua. Oramai appare chiaro il disegno di smantellare, per decreto, la proprietà pubblica di un bene universale negando – di fatto -  un diritto fondamentale di ogni cittadino.

Se questi problemi ci appaiono ancora lontani, solo perché apparentemente non ci toccano da vicino, (le bollette idriche ancora non sono arrivate con i previsti rincari)  sul nostro territorio, nel nostro Comune, i nodi sono giunti al pettine.

Non solo alcuni costruttori dei nuovi complessi edilizi sorti in questi ultimi anni come funghi non riescono ad ottenere l’allaccio in fogna, ma addirittura arrivano allarmanti segnali dalla Segreteria tecnico operativa dell’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio centrale, competente anche per Marino, che ricorda  al Comune come non sia possibile accettare nuove utenze, stante la mancanza della necessaria risorsa idrica, così come non è possibile provvedere ai nuovi allacci dal momento che non se ne può assicurare la conseguente depurazione. Lo stesso gestore, inoltre,  segnala la crescente difficoltà nel  reperire  nuove risorse idriche e come l’attuale sistema non abbia la capacità di riserva idrica necessaria al soddisfacimento delle nuove utenze derivanti dagli sviluppi urbanistici. Non è una notizia che giunge nuova.  Il grido d’allarme sulla precaria situazione in cui versa il ciclo idrico completo,  sembrerebbe essere stato già lanciato dai tecnici comunali nel corso di una Conferenza dei Servizi del settembre 2006.
Non si capisce, allora, come possa continuare l’Amministrazione Palozzi a rilasciare concessioni edilizie a tutto spiano e continuare a prevedere varianti al PRG, una delle quali, per ironia della sorte, è una SPA; non una società per azioni, ma una “salus per aquam”, cioè un centro  in cui la salute, il benessere, è raggiunto grazie alle acque termali! Ogni ulteriore commento è superfluo; Marino, da sempre considerata una città del vino, è come se avesse trasformato il suo prezioso liquido in acqua,  in una sorta di “miracolo di Cana” alla rovescio.

Ma a parte le battute, credo sia giunto il momento di dire basta a questo stato di cose; occorre renderci conto che il nostro territorio fa parte di un ecosistema sempre più delicato e a rischio. Noi tutti siamo chiamati, con azioni concrete e responsabili, a tutelarlo. Cominciamo dal nostro territorio, difendiamolo dalla speculazione edilizia, con un chiaro e netto NO alla sua ulteriore cementificazione.

Marino, 22 marzo 2010                                                                     Sandro Caracci


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