Nel corso del Consiglio comunale del 16 dicembre  u.s. è stata respinta la mozione con la quale chiedevo di riconoscere nello Statuto comunale l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile e il servizio idrico integrato come  pubblico, privo di rilevanza economica e quindi da confermare in capo alla proprietà e alla gestione pubblica. Ho impiegato circa 7 minuti per illustrare la mozione. La maggioranza di centro destra neanche un minuto per respingerla. Non chiedetevi con quali motivazioni la granitica maggioranza Palozziana ha argomentato tale decisione, perché non c’è stato alcun dibattito; nessuno da quelle fila ha sentito il dovere di spiegare una chiusura così netta, fatta eccezione per Cinzia Minucci che, pur ribadendo la sua assoluta fedeltà alla giunta di centro destra, si è dichiarata a favore della mozione, soprattutto in relazione al pesante condizionamento che esercitano le multinazionali nel campo della privatizzazione delle acque potabili.

Nel nostro Paese da mesi si è acceso un ampio dibattito su questo tema, soprattutto dopo la decisione del Governo italiano di recepire, con l’art. 15 del Decreto legislativo 135/2009,  la Direttiva europea che condurrà  alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato e alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011. Nella nostra città un Consiglio comunale trasformato sempre di più in luogo di mera ratifica delle decisioni assunte da una maggioranza addomesticata, ha liquidato un argomento così importante in appena otto minuti mentre in altre, vedi Velletri, ha impegnato il Consiglio comunale  e la cittadinanza in una discussione che si è protratta per oltre otto ore. Alla faccia delle dichiarazioni del “nostro” Sindaco quando asserisce che a Marino invece di fare politica in Consiglio comunale si preferiscono altre vie, altri luoghi.

Il fatto vero è che a Marino non c’è più un luogo in cui parlare di politica, altrimenti dovrebbero spiegarci come mai il gestore del servizio idrico integrato compie scelte indirizzate nel verso indicato dalla Giunta Palozzi e non dal Consiglio comunale. A riprova di ciò è sufficiente verificare il Piano di investimenti per il triennio 2009/2011 dell’ACEA ATO 2. In esso è fissata al primo posto come opera finanziabile quella relativa al trasferimento del depuratore di Cava dei Selci tramite il collettamento delle acque al depuratore di Santa Maria delle Mole. Chi ha stabilito questa priorità  rispetto,  ad esempio, la realizzazione della rete fognaria di Via Case Rosse a Frattocchie per l’eliminazione del depuratore dell’Università di Dallas? Non sarà che l’eliminazione del depuratore di Cava dei Selci è più urgente in quanto impedisce, con la sua area di rispetto, la prevista edificazione in un terreno adiacente oggetto dell’ennesima variante urbanistica che lo ha trasformato da agricolo in edificabile? E’ questa la soluzione dei problemi dei depuratori del nostro territorio di cui parla il Sindaco in questi giorni nei suoi anticipati tour elettorali nei centri anziani del nostro Comune?

Una cosa è certa; a dispetto delle dichiarazioni di Palozzi e della sua maggioranza, fortunatamente non dovremo aspettare il suo arrivo al Consiglio regionale per risolvere i problemi di natura ambientale di Marino. La Regione Lazio ha già approvato un piano straordinario di risanamento e di tutela delle risorse idriche nel nostro territorio che consentirà di avviare a soluzione numerose emergenze inerenti gli scarichi  privi di depurazione terminale o insufficiente, con opere che si aggirano intorno ai 3.750,000 euro.

E’ singolare che non si discuta di questi argomenti in Consiglio comunale, facendo scena muta, discettando e fantasticando invece nelle sedi dei centri anziani su opere che non solo la maggioranza di Palazzo Colonna non sta facendo, ma che orienta a proprio piacimento a discapito degli interessi dell’intera cittadinanza.

Marino, 22 dicembre 2009                                                    Sandro Caracci

Scarica il documento relativo al Piano degli investimenti ATO 2 – 2009/2011 in PDF: investimenti-Ato2-2009-2011

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  1. [...] Per approfondire consulta articolo originale: Acqua bene comune. Bocciata dal centro destra la mozione. @ Sandro … [...]

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