Non so cosa abbiano riferito il Sindaco ed il Segretario comunale alla Prefettura in ordine all’esposto presentato dal sottoscritto sulla violazione dell’art. 61 – comma 1 bis – del Testo unico degli Enti Locali, e quindi sulla incompatibilità del Sindaco a ricoprire tale carica. La risposta pervenuta, che potrete leggere in allegato alla presente, non sembra aver colto gli aspetti di una vicenda che rimane seria e  grave.

Le contraddizioni in cui cadono gli uffici della Prefettura sono evidenti; da una parte asseriscono: “Risulta inoltre che, dal 2006 ad oggi, le Società “Officine Europee S.r.l.” e “Tipografica Palazzi s.n.c.” (badate bene, non è un mio errore di battitura, per ironia della sorte c’è scritto proprio “Palazzi”) hanno continuato a lavorare nella fornitura di materiale informativo e tipografico per conto dell’Ente, in costante rotazione con altre Ditte iscritte all’Albo dei fornitori, in assenza di alcun contratto di appalto di servizio o di lavori, ma con determinazioni di affidamento di forniture nonché di affidamenti misti di fornitura e di servizi, questi ultimi legati all’ideazione di progetti grafici del materiale di stampa”, mentre in un successivo capoverso affermano: “Risulta, infine, che, ad oggi, il Comune di Marino non ha più rapporti di alcun tipo con le società sopraindicate, né di fornitura, né tantomeno di lavori o servizi”. Qualcosa non quadra nel ragionamento della Prefettura, anzi quello che non quadra è un “ad oggi” di troppo.

Insomma, il Comune di Marino si rifornisce di materiale tipo-grafico dalle ditte connesse da un rapporto di parentela stretta con il Sindaco o no? Se sino a ieri, e quando dico ieri parlo sino allo scorso mese di ottobre,  le predette imprese tipografiche potevano liberamente rifornire di beni e servizi il Comune di Marino, perché oggi veniamo assicurati che lo stesso Ente non ha “più rapporti di alcun tipo con le società sopraindicate, né di fornitura, né tantomeno di lavori o servizi”? Quella sollevata non è una campagna contro le ditte della famiglia Palozzi, ma una sacrosanta battaglia per il rispetto delle leggi e non delle consuetudini.

Il Sindaco non può giustificarsi ammettendo candidamente che “al Comune di Marino si è sempre fatto così”. Così come? E’ mai possibile che agli uffici della Prefettura sia sfuggito il fatto che nella stragrande maggioranza delle determinazioni dirigenziali con le quali sono stati affidati i lavori tipografici alle ditte di famiglia del Sindaco sia riportata la dicitura: “Atto conforme agli indirizzi di governo dell’Ente”? Hanno riferito Palozzi e la Segretaria comunale alla Prefettura di Roma che la “rotazione” con le altre Ditte tipografiche non tiene conto della parità di trattamento e di proporzionalità? Ammesso e non concesso che questo sia il problema reale; come si fa a dire che c’è rotazione con le altre ditte quando è del tutto evidente che il capitolo di bilancio destinato dal Comune di Marino per la stampa di materiale tipografico è  appannaggio quasi esclusivo di quelle appartenenti alla famiglia Palozzi?

Rispetto la decisione assunta dal Dirigente della Prefettura, ma non la condivido affatto. A Marino non c’è più posto per le tirate d’orecchie, ma per autorevoli ed inequivocabili provvedimenti al fine di ristabilire trasparenza all’agire della pubblica amministrazione. Per questo chiederò un’audizione diretta al Prefetto affinché esamini con più attenzione quello che è oramai diventato un vero “caso Marino”.

Sandro Caracci

Ecco la lettera della prefettura:

Pag. 2 - clicca per ingrandire

Pag. 2 - clicca per ingrandire

Pag. 1 - clicca per ingrandire

Pag. 1 - clicca per ingrandire


Articoli correlati:

  • Non ci sono articoli correlati a questo.

 Leave a Reply

(richiesto)

(richiesto)


*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

   
© 2011 Sandro Caracci Suffusion theme by Sayontan Sinha