Venerdì 27 novembre 2009, alle ore 18.00, presso la sala delle conferenze della casa delle associazioni in via strada nuova ad Ariccia, analisi del decreto sicurezza: l’introduzione del reato di immigrazione clandestina tra obiezioni e proposte.
Introduce: Giuseppe Palocci
Intervengono: Cesare Antetomaso, Giuristi Democratici di Roma – Rita Antonelli, Caritas diocesana di Albano Laziale – Giuseppe Cappucci, CGIL Camera del Lavoro Territoriale di Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco – Sonia Dosti, Ufficio immigrati CGIL.
Organizzano: CHIAMA L’AFRICA Onlus – ASSOCIAZIONE TERESIO OLIVELLI – MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE.










Non mi piace il reato di immigrazione clandestina. Mi piace moltissimo, invece, quel che dice da mesi Fini Gianfranco(non me l’aspettavo, una sorpresa stupenda!), co-fondatore del partito al quale sono iscritto e del quale a Marino io sono infima minoranza, portatore, sempre Fini, di numerose istanze che furono care, carissime ai riformisti craxiani organizzati nel psi prima della loro diaspora, quindi, per la proprietà transitiva, molto sentite da me ancora oggi.
Il Presidente della Camera ha detto che vuole cambiare in meglio la legge che porta il suo nome insieme a quello di Bossi.Vuole una molto maggior integrazione; parla di cittadinanza. Che bello! Fini sta dicendo e facendo cose meravigliose,appannaggio, una volta, prima della devastante crisi dei partiti iniziata nel 1992-93 e non ancora superata (anzi…)appannagio, dicevo, dei partiti democratici e non ambigui di quella che era la sinistra (ci escludo il pci-pds, per non sopita polemica storica, ahimè)riformista.
Mi piace tanto l’integrazione e la convivenza pacifica, bellissima, cordiale, fraterna e interculturale fra italiani e immigrati. Fra europei e immigrati di altri continenti. Io, in Venezuela, ero un immigrato, in Venezuela sono stato, per qualche settimana, anche povero e affamato e mi aiutarono i venezolani con affetto.Amo, oggi, il Venezuela. E amo la coesistenza e la fraternità fra popoli. Mi sento un po’ venezolano.I have a dream: Marino multietnica, multiculturale e fucina vivida e gioiosa di intercultura operosa e intelligente. Col prossimo sindaco (finiano, magari?)si potrà avverare: Adriano non ha fatto in tempo ad impostare un programma vasto, ampio, coraggioso e di speranza, in questo senso.Anzi, scivolò obliquamente suo malgrado su quel
comunicato-locandina ambiguamente ma crudelmente e genericamente ANTIIMMIGRAZIONE, ma lui non era veramente responsabile, secondo me.Dalla Regione Palozzi aiuterà senz’altro con grande energia queste spinte di democrazia e di fratellanza filoimmigrazione ancora troppo minoritarie in pdl. E tu, Sandro, bravissimo a segnalare queste iniziative. Col tempo Marino sarà una città all’avanguardia. Armando
ma se ci liberiamo degli immigrati che dovrà fare Sonia Dosti, Ufficio immigrati CGIL.tornare a lavorare?