LAVORI A DITTE DI FAMIGLIA, TRA ELUSIONI DEL PROBLEMA E BIASIMEVOLI MANIFESTI.

Quando in politica non si hanno argomenti si ricorre a tutto. Sono anni che le ditte locali lavorano per il Comune e mi sembra un comportamento del tutto normale, ora si vuole sollevare una questione che non esiste anche perché queste denunce sono state inviate da Caracci a vari organi istituzionali anche in passato e non hanno mai avuto seguito”.

Questo è l’unico e laconico commemto del Sindaco di Marino, rilasciato il 5 novembre u.s. a “Il Messaggero”, sulla vicenda che lo vede coinvolto in prima persona sulle forniture tipografiche al Comune di Marino.

Non è un granché come giustificazione, soprattutto quando si dà per scontata una prassi che è e rimane grave. Vorrei precisare, così come già riferito in un mio recente intervento in Consiglio comunale,  che Sandro Caracci non sporge denunce ma si limita, talune volte, a chiedere pareri alle varie authority e alla Corte dei Conti, quando gli vengono fornite risposte non esaurienti rispetto le documentate interrogazioni presentate in Consiglio comunale. Se per Palozzi queste sono denunce è affar suo. E’ nostro, invece, di tutti noi, il diritto ad una gestione più trasparente della cosa pubblica.

Francamente non so cosa intenda Palozzi per “mancanza di argomenti in politica”. Ma di quale politica parla? Su quali testi, con quali maestri si è formata la sua coscienza politica? Cosa c’entra la politica con gli interessi privati? Qui non si tratta di colpire, come qualcuno ha fatto in maniera anonima questa notte con l’affissione abusiva di manifesti, la famiglia Palozzi. Si tratta, invece, di riportare la nostra città nella normalità, in un Paese anormale come il nostro, nel quale chi fa politica – proprio per i “comportamenti del tutto normali” con i quali gestisce la res pubblica – pensa di far parte di una casta di intoccabili.

Tutto ciò conferma la necessità di lavorare, e pure molto, per dare a Marino, così come nel resto del Paese, una classe politica meno arrogante, più preparata e rispettosa dei diritti di tutti.

Marino, 8 novembre 2009

Sandro Caracci


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  3 Responses to “Tra lavori a ditte di famiglia e biasimevoli manifesti…”

  1. E’ vero. Adriano Palozzi in quella dichiarazione che tu riporti, Sandro, è stato elusivo.Avrebbe dovuto argomentare molto meglio e con più particolari inattaccabili. Non lo ha fatto. Esattamente al contrario, l’esatto contrario di quel che si era impegnato, invece, a fare, in campagna elettorale 2006, soprattutto col doppio patto (un patto rinforzato) delle due commoventi e toccanti lettere politicissime inviate a ogni famiglia marinese. Non riesco proprio a capire perchè ha scelto successivamente questa impostazione comunicativa (drammaticamente controcomunicativa): lo fa da tre anni e mezzo.Quasi non mi dò pace, pace politica, si intende. Ero convinto, mi aveva convinto, dell’esatto contrario. Per questo respinsi con sdegno psicologico, reattività morale e veemenza politica concreta la parola d’ordine “Tutti candidati a sindaco, meno Palozzi!” che circolava quasi furiosa in Forza Italia dalla caduta di Onorati nel 2005. Impostai una specie di strenua lotta per far candidare Palozzi, in FI.Vinsi io.Da solo. Allora sapevo, e potevo, persuadere. Tempi di gloria.Armando Lauri “contava”. Mi fu riconosciuto ampiamente. Amplissimamente.Tempi passati: quel “merito” non bastò a farmi far parte attiva nemmeno per un giorno (peccato! e pazienza…) dell’esperienza oggi quasi quadriennale (non ho avuto, lì, nessun titolo, nemmeno marginale)dell’esperienza amministrativa, istituzionale e politica, dicevo,collegata a Palozzi-sindaco, e quindi sono uno dei pidiellini marinesi, ma io la mia personalità e la mia storia, discutibili ma “MIE”, che non ha condiviso nulla dei suoi, di Palozzi, tre anni e mezzo di sindaco(no, non per partito preso, proprio per partito perduto, cacchio!).Adriano ama, in fondo, la democrazia e la sincerità,non può essere cambiato troppo, quindi non se la prenderà se parlo chiaramente. Niente di personale, del resto. Detto ciò, Sandro, guarda che il credersi intoccabili o essere deficitari di “politica” e di buona comunicazione politica non è appannaggio degli esponenti pidiellini al potere e basta, riguarda un po’ tutti ,e forse specialmente il partito dal quale hai preso le distanze qualche mese fa, tornando, tu,così,il Caracci pugnace, mordace e propositivo e pieno di conoscenze e di slanci “politici” che conoscevamo e che non ricordavamo quasi più perchè un pochino anestetizzato (come tutti i tuoi compagni) dai cloroformi organizzativi e antipolitici dei diessini prima e dei democratici dopo.Non te la prendere nemmeno tu se ti dico ciò, ci vogliamo troppo bene… Dopodiché ti dico pure che hai ragione a giudicare bruttissimo quel manifesto anonimo, solidarizzo con Adriano e con la sua famiglia perché chiunque, vittima dell’anonimato, non deve soccombere proprio per il fatto metodico in se stesso,e ti dico pure che non comprendo il motivo per il quale il pdl marinese e la Giunta non ha immediatamente affisso un mural(almeno un rapido mural)di solidarietà a Palozzi e alla sua famiglia per le modalità dell’attacco. Ai tempi “miei” non lo avrei permesso in nessun modo.Lo sanno tutti, questo, anche chi ha cercato e preteso il mio repentino e un po’ troppo sbrigativo e discutibile allontanamento dal gruppo dirigente pidiellino post vittoria (lo sa anche chi glielo ha “concesso”, quell’allontanamento…).
    Prevedo stagioni cupe e tetre per la politica nazionale: tangentopoli ha peggiorato la classe dirigente e ha peggiorato pure la magistratura.Mi hanno spiegato, alcuni marinesi, che io sono stucchevole co’ sta storia del “craxiano duro e puro e irriducibile”: grazie, lo sapevo già di essere insopportabile. Tuttavia, per qualche reazione di miei avversari politici come dico io, sono orgoglioso di aver tenuto duro per sedici anni.E senza prebende, anche perché, a differenza di Rutelli, a me la cicoria piace.Questione di gusti.
    Facciamo così, dunque: per un socialdemocratico liberal-anarchico antifascista e anticomunista come me(in USA vanno pure di moda e son molti, non sghignazzare, Sandraccio!) è difficile, difficilissimo far politica oggi, in Italia. E anche a Marino.Soprattutto a Marino. Cerco, comunque, occasioni di incontro, confronto, iniziativa e impegno.Per la città e per la politica. A prescindere e senza pessimismo. Anche coi miei problemi di salute. Il corpo è stato vulnerato, ma l’anima resta inossidabile. Un abbraccio forte, Sandro.A presto. Tuo Armando ps: perché non siamo in molti ad animare per iscritto il tuo sito, secondo te? Francesca, dillo pure tu…

  2. Caro Armando,

    il problema non è tanto che questo sito sia ancora frequentato da poche persone, il problema vero è che a Marino da alcuni anni i “cloroformi organizzativi e antipolitici” hanno preso il sopravvento tra le forze politiche, chiuse in una autoreferenzialità allucinante. In questa città, (per bolla pontificia ma paese per mentalità) dopo il big ben della politica post muro di Berlino e tangentopoli, si è persa ogni traccia, ogni barlume di raginamento politico. Anzi, a memoria d’uomo, sono anni che a Marino non si organizzano più incontri squisitamente politici tra e per la cittadinanza. Se “per” la cittadinanza ci pensano molti dei programmi al cloroformio della TV, non è giustificabile il fatto che “tra” la cittadinanza non ci pensi chi è chiamato a svolgere politica all’interno di un qualsiasi Partito. Tutt’al più a Marino si organizzano inconcludenti convegni sull’urbanistica locale, ma mai e poi mai nulla sulle questioni di carattere generale, quasi che argomenti come le privatizzazioni dei servizi pubblici o il testamento biologico non ci riguardino da vicino! Lo scorso anno, quando già dall’autunno precedente centinaia di migliaia di studenti, loro genitori, e docenti scendevano in piazza contro la “riforma Gelmini”, proposi al mio Partito, insieme all’amico Mario Fanasca, di tenere un’iniziativa a Marino su queste problematiche. Anche se i licei dei Castelli Romani erano in rivolta, questo non era un argomento interessante. A forza di insistere riuscimmo a tenere un’assemblea pubblica lo scorso mese di marzo, quando oramai il movimento dell’onda era in procinto di mollare. Non si trattava di cavalcare l’onda, ma di comprendere i risvolti di una riforma che si è abbattuta pesantemente sul nostro sistema scolastico. Ma torniamo a Marino.
    Ma è mai possibile che i nostri concittadini, famosi nel passato e in tutto il circondario per il caratteraccio forte e fiero, si siano tutti rammolliti e rassegnati ad una gestione della cosa pubblica così populista e raffazzonata, per non dire altro? E’ mai possibile che a Marino non attecchisca una qualsiasi attività che la elevi, culturalmente parlando? Di quale paura hanno i nostri concittadini se, per denunciare cose vere, hanno bisogno di mettere manifesti anonimi? Ma che futuro consegneremo ai nostri figli? Quindi, caro Armando, a Marino c’è bisogno di una scossa, di uno scatto di orgoglio che la tiri fuori dal torpore in cui sopravvive. Personalmente non ne posso più di luminarie prenatalizie che fanno marketing per il popolino, quando tanta parte del popolo vero, anche a Marino, vive in condizioni precarie per una crisi che c’è e che si abbatte sempre di più verso i ceti più deboli. Apriamo un dibattito vero in questa nostra città. Usciamo dai blog, animiamo una discussione alta e aperta tra la tanta brava gente che, pur essendo stragrande maggioranza, è assente o indifferente al dibattito che la riguarda direttamente. Proviamo a cambiarlo questo paese, pardon, questa città; Se pure non ci dovessimo riuscire potremo sempre dire: ci abbiamo provato.
    Sandro

  3. E’ domenica sera…mèdito un po’ malinconicamente sul fatto che oggi, all’una, Adriano mi ha inviato un bacio dal finestrino della sua automobile: gli brillavano gli occhi. Sto fuori tema? No, no, Sandri’, sto in tema, probabilmente. Adriano, con quella fugace ma ostentata espressione d’affetto nei miei confronti, voleva dire: “Arma’, lo so che ti ho espulso dopo sei ore che ho vinto la competizione a Sindaco. E che non ti ho mai spiegato perché.E so che tu sai che devo moltissimo a te la candidatura a Sindaco. E so pure che con te a condividere i miei tre anni e mezzo o non ci sarebbero stati manifesti anonimi contro di me o tu avresti risposto pan per focaccia a chi avesse azzardato l’impresa, come mònito, come ètica e come buona sostanza politica. Invece qui, si preferisce il silenzio e la corsa a difendermi pubblicamente, in pdl, non c’è da parte di nessuno”.
    Ecco, forse quel bacio inviato al povero Armando voleva dire più o meno questo. O magari no, non c’entra niente, mi sono inventato tutto nella fantasia. Ma se c’entra, c’entra anche con la politica e coi manifesti e con la società marinese e quindi, al di là della mia modesta persona, sono rimasto in tema? Ciao, Sandro, un bacio telematico da me a te!
    ps: almeno, anche se divago (!)io su blog caracciano ci scrivo. Perchè ho questo record semi-solitario?

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