Caro Armando,
la storia che a Marino non esista un’opposizione a Palozzi più che un problema reale mi sembra il frutto di una sorta di frustrazione in cui è caduta la politica locale, orfana non solo della sinistra massimalista, ma anche di quelle forze che si sono disgregate all’indomani della fine della cosiddetta prima repubblica. Non nascondo, tuttavia, che a dare questa immagine probabilmente ha contribuito la stessa composizione della frastagliata opposizione di Palazzo Colonna che ha annoverato al suo interno, sino ad un mese fa, ben 4 candidati a Sindaco. Tutto questo può aver influito sull’immaginario collettivo contribuendo ad alimentare l’idea che vi sia un’opposizione debole e divisa, anche se credo che la gente, più che preoccupata di quello che accade a Palazzo Colonna, sia disorientata e rassegnata dinanzi una politica vissuta come una sorta di reality, di gioco dal quale si sente esclusa.
Ebbene se il gioco è una cosa seria, soprattutto nel periodo adolescenziale perché aiuta a sviluppare capacità e abilità realizzando esperienze utili nel corso della vita, è preoccupante quando, giunti alla maturità, ci si rinchiude nella “sindrome di Peter Pan” rifiutando di assumerci le nostre responsabilità in un mondo che ritieniamo ostile.
Il continuo piagnucolarsi addosso, tipico di chi fa “gossip politico” nelle piazze del centro o nei bar di Santa Maria delle Mole, a mio avviso può essere sconfitto solo attraverso un progetto di ampio respiro nel quale non vi siano più spettatori passivi, ma attori disposti a recitare un ruolo di primo piano nel teatro della politica marinese, condividendo con te l’idea che “la politica in politica è ciò che conta di più”. Marino, complice il carente peso specifico della sua classe politica, non può continuare a fungere da vaso di coccio nell’ambito delle scelte compiute dalle segreterie politiche romane, deve avere il coraggio di recuperare la dignità che le compete.
E’ anche questo uno dei motivi che mi ha spinto, insieme ad altri, ad abbandonare il PD, il Partito nel quale ho creduto e lavorato mettendo da parte storie e vicende personali.
Allora, caro Armando, potrai capire perché non me la sento di esprimere giudizi su questo o su quel candidato se prima non si definisce cosa e come fare per il bene della nostra città. Non bastano certo i giovani di belle speranze; anche Palozzi, come spesso ripeti tu, lo era! A Marino c’è bisogno, prima di tutto, di ristabilire le regole della democrazia, fatte di trasparenza e di buon governo, di una politica ancora intesa come servizio, come arricchimento umano e non patrimoniale; insomma di una politica che torni veramente a parlare al cuore della gente e non più alle loro pance.
Vorrei piuttosto lanciare una proposta affinché anche questo spazio, che non vuole essere un semplice “cahier de doléances” sulle malefatte marinesi ma occasione di confronto e di dialogo, possa diventare una sorta di laboratorio (vogliamo chiamarlo così, o il termine è ampiamente abusato?), insomma un luogo, per il momento virtuale, in cui discutere e provare a definire una prospettiva di crescita culturale, sociale e politica all’interno della nostra comunità in grado di restituire Marino alla normalità, seppure nell’anormale contesto di transizione in cui vive da troppo tempo la politica nel nostro Paese.
Se questi sono valori condivisi abbiamo l’obbligo morale, anzi etico visto che riguarda tutti, di provarci, rimuovendo steccati e personalismi sui quali alcune forze, all’insegna della vecchia ma sempre attuale locuzione “divide et impera”, da oltre un decennio “giocano” per costruire le proprie personali fortune.
Con l’amicizia di sempre,
Sandro Caracci











Palozzi lo era, una gigantesca, immensa speranza,soprattutto per tutto quello che ha detto e più ancora per tutto quello che ha scritto in campagna elettorale! E io lo so bene, benissimo…se non lo so io!
Bello il tuo intervento di oggi, caro Sandro, e molto. A Marino e a Boville, tuttavia, noi marinesi non manchiamo soltanto di robusta classe politica: c’è carenza di classe dirigente
tout-court, credo io. Nel commercio, nel turismo, nel Clero, nell’intellettualità,nei pensieri sul futuro dei giovani di chi dovrebbe occuparsene , nella scuola nella finanza, nell’economia,nell’imprenditoria,nel sindacato, nelle Associazioni di ogni categoria di produttori e di prestatori d’opera, nei settori produttivi in genere, nell’agricoltura,nei servizi sanitari, nell’effetto-Roma e indotto, nell’arte e, insomma, nel cuore, nell’anima, nell’intelletto e nell’azione delle classi “pensanti e orientanti” rispetto a un eventuale “progetto di Vita e di Esistenza e di Valore e di Comunità-Marino per il millennio 2000″ c’è poco o nulla. Molto anche per frustrazione e delusione, perchè non è che la sensibilità e la capacità POTENZIALI e LATENTI su tutto e su altro ancora in quegli universi che andavo elencando non ci siano.Ma son silenti. Mute.Inibite.Incapsulate.
La realtà cupa e dolorosa, ritengo, è quella che è, quindi.E’ un peccato e un problema, perchè l’assenza fortissima della Politica, oltre a non poter sintetizzare ovviamente il vuoto descritto (che è vero), di “suo” nemmeno produce simulacri e fossero pure “fantasmi” di aggregazione civile e/o controllo che “valga la pena”.
Altrochè se credevo che Sindaco e formula del 2006 facessero il miracolo!Ancora non ho capito che cosa non ha funzionato dall’inizio! D’altra parte, io stesso, che non sono poi così importante, non ho partecipato (però nemmeno condiviso e/o sono stato coinvolto …) a una scelta che fosse una di questa Amministrazione Comunale, dopo essere stato presentatore di lista di FI.E curatore della campagna elettorale.
Non so ancora perchè (io sono ancora iscritto al pdl e però vedo, grazie a te, che si può essere pensanti e propositivi anche senza iscrizioni!), ma non sono stato ritenuto utile da subito, subitissimo, dopo la vittoria (prima no, debbo dire, prima mi si cercava e mi si consultava con enorme interesse e perfino reiterata insistenza…). Quindi dibattito e logiche e ispirazione e “ratio” di ogni scelta e comportamento dei Palozzi-boys non so da che cosa muovevano di volta in volta.
Basta parlar di me che non interessa a nessuno.Per venire a noi: va bene, a parer mio, si può accettare l’espressione LABORATORIO, anche perchè in laboratorio non si fanno solo ipotesi, le si pone a verifica anche, e con dei metodi!
Due telegrammi in conclusione: la crudele strategia di divisione per “meglio imperare” all’interno e all’esterno della politica e della società civile non risale a dieci anni fa ma ha trovato un Regolamento Perverso, a Marino, almeno da una quarantina d’anni a questa parte, di dritto o di rovescio. Secondo: va bene la tua impostazione sul nome del sindaco, figurati se non la condivido, ma tu dovrai “cedere (a scuola non lo facevi mai!)” sul fatto che poi alla fine il Sindaco di questa legge elettorale non lo possiamo “sbagliare”, noi cittadini!
Con gratitudine e l’amicizia nostra più che quarantennale, questa sì… Armando
Ma il conflitto del capogruppo Silvagni con il suo incarico nella Multiservizi non scandalizza nessuno?????
Sandro, ancora lusingato, io, del fatto che il pretesto per il tuo messaggio alla comunità marinese, molto denso e molto efficace, sia stato un qualcosa indirizzato proprio a me!
Ti vorrei dire, e certificare,in questa ulteriore occasione di contatto,che è troppo giusto e troppo opportuno prescindere in maniera forte e netta dai rancori, o eventuali rancori, personali, in politica.
Uno dei miei consiglieri spirituali, Antonello, il Diacono di San Barnaba,in una recente mutua corrispondenza, mi ammoniva perché aveva il sospetto che io fossi prigioniero del sentimento dell’odio, in alcune mie considerazioni di tipo, appunto, politico e sociale. Gli ho spiegato che niente di più inverosimile e improbabile, in me, adducendo “prove”(ove non fossero bastati, ahimè, i miei 56 anni di vita con la loro fenomenologia modesta ma per me, logicamente, importantissima) e trasformandomi per un pochino, sempre io, in consigliere spirituale suo.Per aprirgli il cuore ad altre possibilità umane, considerato anche che lui, sì, ne sa più di me di pastorale, ma io sono un po’ più grande d’età di lui e amo vivere le mie coerenze politiche difendendole ora per ora come so e come posso… Tutto questo, ancora una volta, non per parlare di me o di fatti personali e “intimi” in genere, ché non sarebbe né il caso né il luogo, su questo prezioso tuo blog,ma per insistere sul concetto che qui a Marino è necessario uno svelenimento nei rapporti interpersonali, come tu hai colto con saggezza.E magari maggior fermezza e financo DUREZZA nelle relazioni e nelle prospettive di tipo politico, di scelta e di controllo.
Il mio “fanatismo” sul costringere per due volte il centrodestra a candidare Palozzi (ho avuto un ruolo decisivo ed è inutile minimizzarlo) era dettato dal convincimento profondo e totale che col giovane Sindaco (che in due lettere-patto sacro con le famiglie marinesi, contattate una per una col patto, appunto, scritto)in vista della sua elezione, egli aveva praticamente giurato di dare una svolta decisiva alla città, dopo decenni, anche in termini politici e, appunto, comunicativi, relazionali e perfino affettivi. Due lettere addirittura commoventi. Si possono rintracciare agevolmente, se le famiglie marinesi sono circa novemila, giusto? Ebbene, il prossimo Sindaco, uomo o donna, o Sandro caro, dovrà ricominciare proprio da lì, magari mettendo in calce a quelle missive la propria firma e il proprio nome eponendo tra parentesi quest’interludio della sindacatura Palozzi, periodo in cui quell’obiettivo nessuno di noi marinesi è riuscito a cogliere.Anzi… Magari senza odio, lo faremo e ricominceremo, e pure senza rancore.
Lo faremo, col sindaco speriamo giusto, con la POLITICA e con la buona comunicazione, come quella che si addice a quarantamila “addetti ai lavori”. Un abbraccio fraterno Armando